GIORNO 1

Alle 8.30 precise di lunedì 26 aprile, come da programma, Lisa Bellocchi (presidente Arga Interregionale e vice presidente di Enaj) e Roberto Zalambani (presidente nazionale Unarga) hanno dato il via alla prima edizione di Bike&Wine Press. Prima del via, Bellocchi e Zalambani hanno consegnato le tessere onorarie Arga ai due ciclo-giornalisti ideatori dell’iniziativa, Andrea Guolo e Giambattista Marchetto, in viaggio da Bologna all’Argentario per sensibilizzare i colleghi e l’opinione pubblica sul ritorno a un enoturismo sostenibile, con l’utilizzo di e-bike. Antonella e Claudio, soci di Fiab (Federazione italiana ambiente bici) hanno accompagnato per un primo tratto urbano i giornalisti, fino al ponte sul Savena che delimita il confine comunale di Bologna.

La bicicletta a pedalata assistita si è rivelata fondamentale già nel tratto emiliano per portare avanti l’impresa, specie nella temibile salita dal fondovalle Savena a Monghidoro prima dell’ultimo strappo verso il passo della Raticosa, ormai in territorio toscano. Da qui, nel comune di Firenzuola, le prime due tappe golose del viaggio.

Il caseificio Pagliana è un gioiellino, frutto dell’impegno di un gruppo di mugellani per la valorizzazione del latte bovino, ovino e caprino di alta qualità e biologico di questi verdi pascoli: oltre agli straordinari formaggi (da provare l’erborinato di pecora e l’affinato con le vinacce della cantina Frascole), si possono acquistare le carni ovine e di piccione macellate da loro e quelle dei bovini allevati in azienda.

Il Bar Bibo, quasi al valico della Futa, è un punto di riferimento per i gourmet in viaggio da Bologna a Firenze. Nel giorno della riapertura, i proprietari Alessandro e Federica hanno accolto i giornalisti tra assaggi di prosciutto, una confortante zuppetta con il farro dell’azienda Poggio del Farro (diventata leader nel suo ambito, oggi esporta negli Usa) e con tanto entusiasmo nonostante il periodo difficile. Grandi vini e una carne di altissima qualità sono il biglietto da visita di questo ristorante e wine bar.

Dopo la spettacolare e divertente discesa dalla Futa a Fonte Panna, e dopo essersi persi in mezzo ai prati verdi per una strada bianca e sostanzialmente impraticabile, Guolo e Marchetto hanno visitato le prime tre cantine del viaggio.

Podere Fortuna, di proprietà di un imprenditore della Florida, ha grandi progetti in cantiere, tra cui il recupero in chiave hospitality di un vicino castello. I vini dell’azienda, che come tutte quelle del Mugello è caratterizzata da produzione contenuta e valorizzazione di un vitigno difficile come il Pinot nero che qui però trova una sua ottima espressione, son distribuiti perlopiù nella ristorazione italiana, tuttavia il 2020 non è stato disastroso perché c’è stato un buon aumento di richieste dall’estero.

Dopo essersi spostati nella parte sud del Mugello, oltre Dicomano, Guolo e Marchetto hanno dovuto affrontare una temibile salita per arrivare in vetta a Frascole, seconda cantina della giornata e secondo momento di difficoltà per la batteria ormai scarica della bicicletta di Marchetto (causa poi individuata: aveva viaggiato con le luci accese). Il proprietario Enrico Lippi, dopo aver pazientato a lungo, è stato un perfetto padrone di casa: tasting dei vini (notevoli il Trebbiano e il Chianti Rufina riserva), racconto della storia aziendale dei suoi programmi enoturistici (l’azienda ospita diverse villette immerse in un ambiente incontaminato dove soffia una brezza estiva costante che scende dal Falterona, il monte da cui sorge l’Arno).

Ultima tappa, dopo una salita ancora più impegnativa, a Borgo Macereto, sempre nel territorio di Dicomano, dove Guolo e Marchetto sono giunti quando ormai era buio e hanno trovato in Ilaria Chimenti una specie di angelo. La rappresentante dell’azienda ha avvisato casa dicendo al marito di badare lui ai figli, perché in azienda c’erano due giornalisti da sfamare: e le sue torte salate si sono rivelate davvero eccellenti così come i vini della tenuta, che “firma” un Pinot nero davvero notevole e le cui etichette sono perlopiù ricavate dalle opere del pittore fiorentino Francesco Nesi.

a cura di Andrea Guolo


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