GIORNO 2

La e-bike va bene, ma pedalata assistita non significa pedalata sostituita… così all’alba del secondo giorno la stanchezza si fa già sentire. Questo però non ha impedito ai due ciclogiornalisti Guolo e Marchetto di trovare le motivazioni per percorrerne altri 90, da Dicomano in Mugello fino a Panzano in Chianti Classico. Mettendoci pure in mezzo due piccoli valici nei punti più alti della denominazione, il passo del Sugame e lo scollinamento di Lamole.

In sella alle e-bike fornite dal “mitico” Renzo Toni di Ciclofficina a Castenaso, la giornata è cominciata con il trasferimento molto breve da Borgo Macereto alla cantina di Fattoria Il Lago, con prima degustazione dei vini prodotti dalla micro-azienda tra cui spiccano un Pinot Nero in perfetto stile mugellano, i Chianti Rufina e un pluripremiato Syrah di alta quota. Da qui, discesa rapida verso Pontassieve e pronta risalita, forse la più tosta, fino a Podere Belvedere per incontrare lo chef Edoardo Tilli, grande mano e filosofia sempre più orientata all’autoproduzione (già presente una piccola serra di piante officinali e in arrivo un potenziamento dell’orto con vista val di Sieve). C’è anche il tempo per una piccola degustazione con il pane fatto in casa, l’olio dell’azienda e alcuni piatti sorprendenti, tra cui l’ostica di campagna (senza ostrica!).

L’ingresso in Chianti Classico inizia da Figline salendo verso Dudda, con la visita al tenimento omonimo dell’azienda Carpineto. A Dudda iniziò la storia dell’azienda di proprietà delle famiglie Sacchet e Zaccheo, oggi presenti anche a Montalcino e Montepulciano. Alta tecnologia e forte identità territoriale caratterizzano la sede centrale in Chianti Classico, dove Guolo e Marchetto hanno incontrato l’enologa Caterina Sacchet.

Da qui a Lamole, ci sono i due temibili valici che valgono il viaggio per la godibile discesa verso Greve in Chianti e per i paesaggi clamorosamente belli nella salita verso Lamole sul crinale sospeso tra due valli. L’arrivo alla chiesa di Lamole vede un parterre d’eccezione presente per congratularsi con i ciclisti: presenti lo stato maggiore di Lamole di Lamole guidato da Alessandro Marzotto e quello del Consorzio di Tutela del Chianti Classico con il presidente Giovanni Manetti. Foto di rito e interviste a seguire (i ciclisti sono pur sempre giornalisti!). E tanti complimenti per l’iniziativa che, come ha detto il presidente Manetti, “è in piena linea con il tipo di turismo che il consorzio da sempre vuole incentivare, per la promozione del territorio”. A Lamole di Lamole, azienda gioiello del gruppo Santa Margherita, intervista esclusiva con Alessandro Marzotto e tasting dei vini, compresa l’eccellente Gran Selezione Chianti Classico.

Ultimo sforzo, con passaggio per il centro di Panzano in Chianti dove c’è la “mitica” macelleria di Dario Cecchini, verso la destinazione finale del secondo giorno: Tenuta Casenuove, di proprietà di un imprenditore francese, che promette di diventare l’ennesimo gioiello di ospitalità di un territorio come il Chianti Classico che rappresenta un esempio per equilibrio tra viticoltura e natura “selvaggia”. L’arrivo a Casenuove è con brivido, causa incontro con mamma cinghiale e tre pargoli al seguito, ma la cinghialessa, forse consapevole delle buone intenzioni di Guolo e Marchetto, non ha attaccato. E gran finale a cena con alcuni colleghi, presenti a Casenuove per un press tour, con il gestore dell’azienda Alessandro Fonseca a tenere le fila con garbo e senso dell’ospitalità.

a cura di Andrea Guolo


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